Scritto da Michele    Mercoledì 14 Luglio 2010 08:35    PDF Stampa E-mail
Maxi operazione contro la 'Ndrangheta, arerstate 304 persone

 Trecentoquattro persone arrestate: è questo il bilancio dell'operazione congiunta di carabinieri e polizia contro la ‘ndrangheta. Il colpo inferto alle cosche è durissimo, la mafia calabrese è stata colpita al cuore con il fermo di Domenico Oppedisano, ritenuto il capo dei capi. Gli inquirenti sono riusciti a fermare quello che tutti temevano: l’intromissione della ‘ndrangheta negli appalti per l’Expo 2015 a Milano e l'allargamento dei tentacoli della malavita anche all'estero.

Più di tremila agenti delle forze dell’ordine hanno agito in diverse parti d’Italia, da nord a sud. Le accuse sono molteplici: dall’associazione di tipo mafioso al traffico di armi e droga, dall’usura all’estorsione, fino all’omicidio. Sono stati sequestrati armi, droga, beni mobili e immobili per decine di milioni di euro. Le indagini, “molto complesse”, hanno permesso di “documentare la gestione delle attività illecite in Calabria e le infiltrazioni della 'ndrangheta nel nord Italia, dove stava estendendo i propri interessi illeciti in diversi settori economici”. Oppedisano, 80 anni, era considerato il numero uno delle cosche: era lui al vertice di una vera e propria

L’indagine è stata coordinata dai pm Ilda Boccassini, Alessandra Dolci e Paolo Storari. In manette sono finiti anche nomi eccellenti dell'imprenditoria settentrionale: da Carlo Antonio Chiriaco, direttore sanitario della Asl di Pavia, a Francesco Bertucca, uno degli esponenti principali dell’edilizia a Pavia. Coinvolti anche Rocco Coluccio (imprenditore di Novara), Pietro Trivi (assessore comunale di Pavia), Antonio Oliviero (ex assessore provinciale di Milano, in quota Udeur) e quattro carabinieri.

Anche in Calabria l’operazione ha dato i suoi frutti: tutte le famiglie della malavita di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Crotone sono state passate al setaccio. Gli arrestati sono stati 120. 

Nel complesso gli interventi hanno inflitto un duro colpo alla ‘ndrangheta, privando gli organismi di vertice dei rispettivi esponenti apicali e scompaginando numerose articolazioni territoriali. Vengono infatti colpite dai provvedimenti:

- nella provincia di Reggio Calabria: le cosche Alampi, Gattuso, Ficara-Latella del capoluogo, Oppedisano, Pesce-Bellocco, Lamari-Chindamo, Gattellari della tirrenica; Pelle, Aquino-Coluccio, Mazzaferoo, Focà-Bruzzese, Giampaolo, Marvelli, Iamonte, Pangallo-Maesano-Favasuli, Zavettieri-Stelitano e Ietto della jonica;
- nella provincia di Vibo Valentia: esponenti delle cosche locali, poiché emerge un inedito di assoluta novità nel corso delle indagini, e cioè la dipendenza di tale “provincia” da quella di Reggio Calabria;
- nel nord Italia i locali di Milano, Pavia, Bocllate (Mi), Cormano (Mi), Bresso (Mi), Limbiate (Mb), Solaro (Mb), Pioltello (Mi), Corsico (Mb), Desio (Mb), Seregno (Mb), Rho (Mi), Legnano (Mi), Mariano Comense (Co), Erba (Co), Canzo (Co), per un numero complessivo di circa 160 persone, anche se a detta degli stessi indagati sarebbero operativi in Lombardia circa 500 unità.
- sempre nel nord Italia, i locali di Genova e Torino.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 14 Luglio 2010 08:49 )
 

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