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| Maxi operazione contro la 'Ndrangheta, arerstate 304 persone |
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Trecentoquattro persone arrestate: è questo il bilancio dell'operazione congiunta di carabinieri e polizia contro la ‘ndrangheta. Il colpo inferto alle cosche è durissimo, la mafia calabrese è stata colpita al cuore con il fermo di Domenico Oppedisano, ritenuto il capo dei capi. Gli inquirenti sono riusciti a fermare quello che tutti temevano: l’intromissione della ‘ndrangheta negli appalti per l’Expo 2015 a Milano e l'allargamento dei tentacoli della malavita anche all'estero.
Più di tremila agenti delle forze dell’ordine hanno agito in diverse parti d’Italia, da nord a sud. Le accuse sono molteplici: dall’associazione di tipo mafioso al traffico di armi e droga, dall’usura all’estorsione, fino all’omicidio. Sono stati sequestrati armi, droga, beni mobili e immobili per decine di milioni di euro. Le indagini, “molto complesse”, hanno permesso di “documentare la gestione delle attività illecite in Calabria e le infiltrazioni della 'ndrangheta nel nord Italia, dove stava estendendo i propri interessi illeciti in diversi settori economici”. Oppedisano, 80 anni, era considerato il numero uno delle cosche: era lui al vertice di una vera e propria Nel complesso gli interventi hanno inflitto un duro colpo alla ‘ndrangheta, privando gli organismi di vertice dei rispettivi esponenti apicali e scompaginando numerose articolazioni territoriali. Vengono infatti colpite dai provvedimenti: - nella provincia di Reggio Calabria: le cosche Alampi, Gattuso, Ficara-Latella del capoluogo, Oppedisano, Pesce-Bellocco, Lamari-Chindamo, Gattellari della tirrenica; Pelle, Aquino-Coluccio, Mazzaferoo, Focà-Bruzzese, Giampaolo, Marvelli, Iamonte, Pangallo-Maesano-Favasuli, Zavettieri-Stelitano e Ietto della jonica; |
| Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 14 Luglio 2010 08:49 ) |


